|
"... L’impervietà dei collegamenti del territorio dei Monti Lattari e della Penisola Sorrentina faceva si che la via migliore per raggiungere Napoli fosse quella del mare; un viaggio lungo e faticoso che iniziava nel cuore della notte. I provoloni, trasportati a dorso dei muli fino alle spiagge, venivano caricati su imbarcazioni a remi e qui contadini, improvvisati commercianti, per ripararsi dall’umidità del mare e della notte erano soliti coprirsi con un grande mantello simile al saio indossato dai monaci. Una volta giunti a Napoli, la gente che lavorava al mercato presso il porto iniziò a chiamare il trasportatore, il Monaco, ed il suo formaggio, il Provolone del Monaco ...".
Il Regolamento (UE) n. 121/2010 della Commissione Europea del 9 febbraio 2010 ha registrato definitivamente la denominazione Provolone del Monaco D.O.P. |
|






